“La Natura Ordinaria / Ordinary Nature”: prolungata la mostra di Giovanni Greppi al Castello

 

Ancora due settimane per la mini retrospettiva, dagli anni ’80 fino alle ultime straordinarie apparizioni dall’ “ordinario”, impresse nella calcografia di antica immedesimazione, per sentimenti contemporanei.

All’ombra dell’eterno Castello Ginori di Querceto (Montecatini VC – PI), prosegue il messaggio visivo di Giovanni Greppi, della mostra personale “La Natura Ordinaria / Ordinary Nature”, prolungata fino al 15 settembre 2017, nell’ambito della programmazione “Castello in Jazz sulle note dell’arte” dei Marchesi Ginori Lisci.

Schietto, immediato, frastornante eppure familiare, prossimo e sconosciuto, poeticamente enigmatico, percettivamente improbabile, esistenzialmente necessario.

Con le sue “epifanie ordinarie” (Giovanna Uzzani), è il ritorno sulla scena espositiva di quella terra da cui trae le più dirette suggestioni, la Valdicecina toscana, dell’artista cittadino del mondo, ma anche ricercatore riservato, nato a Milano, residente in Toscana.

La tecnica espressiva portante è la riproduzione calcografica, quella di cui Claudia Liverani mette a nudo il “concetto di multiplo” su cui crolla “il mito dell’unico”, ma anche la cultura artigiana di arduo apprendimento dell’incisione: una controtendenza nell’era ‘immediata’ del digitale.

Già dalla violenta ridondanza delle immagini mass mediatiche del ciclo “La Pietà”, ma anche negli infiniti abissi della serie dei “Fondali”, viaggio senza ritorno nei blu cobalto caldo-freddi, fino alle visioni più recenti della metafisica di un paesaggio (e vegetazione) che rinuncia al “trasalimento romantico di Friedrich” (Uzzani) per contaminarsi di pop art fino all’indagine visionaria dell’urbano. Talvolta in stile americano anglosassone (la figura silente di Hopper, dai contorni incerti di Bacon), ma sotto la regia di una nuova veste per un’antica pittura.

Soggetti carpiti con mezzi fotografici di fortuna, “come Warhol riprendeva con la banale Polaroid” (Nicola Micieli), ma più sull’attimo espressionista che impressionista, riprodotti poi sullo zinco per sentimenti che si sganciano dalla figura e sono rimandati alla temperatura del colore.

 

Un calore pittorico che non viene meno neanche nelle “riprese” più drammatiche, in quel primo piano, spesso giocato su diagonali in insolita complicità e passaggio di testimone fra buio e luce, che “afferra” lo spettatore, e lo conduce, con eleganza d’autore, nel racconto più privato e sottilmente tormentato, del vuoto.

 

“Giovanni Greppi nasce a Milano nel 1963. A diciotto anni, terminati gli studi in Svizzera, diventa assistente di Giovanni Gastel, fotografo di moda.

A Milano conosce Gianni Dova, vicino allo spazialismo di Fontana ed uno dei capiscuola del movimento nucleare, di cui frequenta l’atelier milanese negli dall’84 all’86. Nei due anni successivi, a Firenze, si specializza nel restauro di quadri antichi e segue i corsi di incisione di Swietlan Kraczyna presso il Bisonte.

Tra il ’90 e il ’91 si perfeziona nella fotoincisione con Luis Camnitzer.

A New York raccoglie un’ampia documentazione sulle icone della violenza nel nostro mondo, immagini dell’orrore su cui si fonderà il lavoro sulla “Pietà”. Sul lago di Como tiene corsi di specializzazione e workshop per artisti. Dal ’95 al ’97, espone a Miami, nelle due Americhe e in Giappone. Nel ’98, una mostra in Colombia ottiene gli onori della cronaca: i guerriglieri hanno incendiato il camion che trasportava le opere a Bogotá, e Greppi espone solo le due quadri che aveva con sé in aereo.

Un vortice di vita e di esperienze da cui una ricerca di interiorizzazione che nel 2003 lo induce a trasferirsi nella campagna Toscana (Montecatini Val di Cecina /PI), dove tiene ancora workshops di incisione, e porta avanti la ricerca etica ed artistica.

Numerose le sue esposizioni in Italia ed all’estero e la presenza in musei ed esposizioni permanenti”.

 

(La personale “La Natura Ordinaria“, mostra di fotoincisioni di Giovanni Greppi è stata presentata ad ottobre 2016 presso la Fondazione Il Bisonte di Firenze).

 

La mostra al Castello Ginori sarà fino al 15 settembre 2017, tutti i giorni negli orari: 11-13 e 16-20 (ingresso libero).

Info: Marchesi  Ginori Lisci 0588 37472 / cl 345 323 40 42 / www.castelloginoridiquerceto.it / http://www.giovannigreppi.it.

 

 

Lascia un commento

 

 
X
X