Volterra Teatro 2016: la Città Ideale che propone un innovativo modello di startup gestionale unico nel panorama culturale italiano

 
Per la sua XXX edizione il Festival VolterraTeatro propone una riflessione sulla Città Ideale e sull’Utopia, a cinquecento anni dalla pubblicazione di Utopia di Thomas More. Lo storico festival, che si svolgerà dal 25 al 31 luglio 2016 nei Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C., è diretto da Armando Punzo; la cura del progetto è di Carte Blanche e, per la prima volta, secondo un innovativo modello di startup gestionale unico nel panorama culturale italiano, in sinergia con la straordinaria Associazione Culturale giovanile e studentesca VaiOltre!, i cui membri affiancano il team professionale di Carte Blanche. Molto importante è la collaborazione con Accademia dei Riuniti-Teatro Persio Flacco, che ha dato la sua completa adesione e condivisione al progetto. Proseguendo in un discorso avviato cinque anni fa con Mercuzio non vuole morire, progetto che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di concepire la relazione tra il festival e la città, VolterraTeatro si propone anche quest’anno come laboratorio sull’essere umano, come punto di partenza per un progetto di civiltà, un concorso di idee, un’azione costitutiva. Ancora una volta, con la irrinunciabile collaborazione di tantissimi cittadini di ogni età impegnati in prima persona per tutto l’anno nel cantiere creativo, sotto la guida di maestri vicini al sentire e all’agire, poetico ed etico, del festival. In tempi in cui a livello nazionale i festival soffrono di mortificazioni economiche e sensazione di perdita di senso generale, VolterraTeatro non insiste su un i rrealizzabile quanto svilente meccanismo di vetrina, ma si fonda su una ricerca culturale globale, omogenea e inclusiva. Esso si pone infatti come laboratorio creativo, come una fucina che coinvolge le persone in processi culturali di elevatissimo livello dove i cittadini, principalmente, si mettono in gioco quotidianamente e per tutto l’anno, affiancandosi a Carte Blanche nell’elaborazione e gestione dei progetti artistici. La settimana di programmazione del Festival diviene dunque solo la punta di diamante di un processo molto più lungo e pervasivo, l’occasione per far esplodere in tutta la sua forza una macchina che ogni volta si mette miracolosamente in moto ad altissima velocità e con una forza dirompente. Ciascuna iniziativa inserita in programma non è che il frutto di un lavoro comune, programmata grazie alcoinvolgimentodi persone, associazioni, artigiani, gruppi di artistie attività commerciali e a sua volta destinata alla crescita culturale della comunità che compongono. Un vero e proprio esercito formato da poeti e artisti che elaborano quasi spontaneamente progetti sulla base delle visioni condivise del direttore artistico, decine di persone comuni e di giovani seguono – altrettanto spontaneamente – il lavoro della Compagnia della Fortezza in carcere. Gli artisti, registi, attori, danzatori, musicisti invitati dalla direzione artistica includono la Città nei loro progetti, trascorrono un tempo del tutto inconsueto a Volterra, per dialogare con i cittadini, per elaborare le opere insieme a loro a partire da loro. E come apice econferma del valore culturale di questo modello, quest’anno l’affinità etica e poetica tra la storia quasi trentennale di Carte Blanche e la vivacità rigorosa e sorprendente dei giovani di  VaiOltre!, che di quellastoria sembrano aver raccolto tutta l’eredità culturale, hanno innescato un felice sodalizio che ha condotto alla decisione di sperimentare un affiancamento straordinario. Cuore pulsante della Città Ideale sarà il Teatro, inteso come luogo ideale di ogni città di ogni tempo, il luogo dell’anima nella sua configurazione concreta e visibile; nelle parole di Armando Punzo «il teatro come architettura concreta di uno spazio impalpabile, spazio dentro l’uomo che è contro la logica del quotidiano, da coltivare, da far crescere». In questo caso il cuore della Città Ideale di VolterraTeatro sarà quindi, grazie all’importantissimo sostegno e alla preziosa sinergia collaborativa con l’Accademia dei Riuniti, ilTeatro Persio Flacco di Volterra, per la prima volta un teatro completamente trasfigurato dalla presenza di spettacoli, laboratori, mostre, installazioni, persone, a ogni ora, senza soluzione di continuità, e in ogni suo spazio. Un luogo sempre aperto, crocevia culturale della città, abitato dalla musica e dai libri, dai teatranti, dai poeti, dagli organizzatori, dagli spettatori, adulti giovani e bambini, dai giornalisti, dai passanti. Non solo palcoscenico per gli spettacoli, quindi,ma luogo di aggregazione e di incontro, base operativa degli organizzatori del festival e delle associazioni coinvolte, salotto letterario e temporary   bookshop. Il festival sarà dunque un’opera nel suo insieme, attraverso una sinfonia di spettacoli, palcoscenici, atmosfere, incontri, persone, relazioni, che sprigionano il senso della possibilità dell’impossibile, che sperimentano una lingua attraverso cui pensare l’impensato, il coraggio e la voglia di lavorare concretamente al futuro, di superare quella sensazione di impossibilità a qualsiasi azione e decisione che caratterizza la nostra società. Accanto alla storica presentazione del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, tra gli artisti e gli intellettuali ospiti al festival, Archivio Zeta, Roberto Latini, Massimiliano Civica, Gli Omini, Teatro delle Ariette, Mario Perniola, Marino Sinibaldi, Adriana Follieri/Manovalanza, Graziano Graziani, Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, IsoleComprese Teatro, Andrea Salvadori, Marzio Del Testa, poeti e artisti dell’Associazione Ultima Frontiera, Nadia Giannoni, Cristina Valenti, Rosanna Massarenti, Fabio Francione, tutti con articolati progetti teatrali, performativi, poetici, musicali ed editoriali, fortemente collegati al tema della Città Ideale.
Inserito da Fabrizio Calabrese

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