Appalti, a Siena si gioca d’anticipo

 
Please complete the required fields.
Contribuisci con una segnalazione al miglior funzionamento di Toscana.TO




Mentre a livello nazionale saremo chiamati a un referendum per la reintroduzione della piena responsabilità solidale, la città di Siena diventa capofila in Toscana e in Italia di un accordo generale e condiviso in materia di appalti e forniture di beni e servizi.

Come noto, in un periodo compreso tra la metà di aprile e quella di giugno gli italiani torneranno al voto per un referendum su due temi, ovvero la cancellazione dei voucher lavoro e la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, un argomento che, nonostante l’approvazione del nuovo Codice degli Appalti, di cui il giornale del settore Appaltitalia ha raccontato le principali novità e riforme, risulta ancora controverso.

Verso il referendum. In particolare, questo secondo quesito riguarda il destino dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, con l’obiettivo, secondo i promotori del referendum e in particolare la Cgil, di “contrastare le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo” e “rendere il regime di responsabilità solidale omogeneo e applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro”.

A Siena si anticipano i tempi. Il tema è ovviamente molto delicato e già adesso, a livello nazionale, molto dibattuto; eppure, dalla Toscana arriva un esempio virtuoso di una amministrazione che è già “avanti” in questa direzione. Proprio in questi giorni, infatti, il Comune di Siena (riprendendo un’esperienza analoga del Comune di Bologna) ha siglato un protocollo d’intesa in materia di appalti, forniture e servizi con ben 15 soggetti locali, come sindacati (Cigl, Cisl e Uil) e associazioni di categoria (Ance Siena, Confagricoltura, Coldiretti, Cna, Api Siena, Lega Cooperative Confesercenti, Confcommercio, Confcooperative, CIA, Confartigianato, Confindustria Toscana), orientato innanzitutto alla legalità e alla trasparenza.

Un accordo importante. I principi cardine di questo importante accordo, discusso tra le parti per un anno e mezzo, sono improntati alla chiarezza e alla correttezza delle procedure di gara, nonché alla tutela delle imprese locali e dell’occupazione. Dal punto di vista pratico, invece, gli strumenti per seguire questa strada sono la digitalizzazione e la trasparenza delle procedure, la scelta del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto a quello del massimo ribasso, le clausole di riassorbimento della manodopera e dell’inserimento del personale svantaggiato, la suddivisione degli appalti in lotti funzionali e l’utilizzo delle white list delle imprese virtuose, prevedendo in particolare delle premialità per offerte e progetti che presentano benefici, o minore impatto, sulla salute e sull’ambiente.

Obiettivi ambiziosi. Sullo sfondo, poi, non mancano ulteriori benefici “sociali”, come la tutela del principio della libera concorrenza, il contrasto al lavoro irregolare, la spinta alla stabilità dell’occupazione, uno stimolo alla competitività delle imprese locali e, non ultimo, la garanzia di trasparenza in ogni fase della procedura di gara, dalla sua preparazione alla relativa aggiudicazione. Inoltre, il protocollo si prefigge come ulteriore scopo conciliare gli interessi delle parti datoriali e sindacali, così che i bandi per gli affidamenti di servizi o per le forniture di beni siano sempre corretti anche dal punto di vista formale e, quindi, non impugnabili, evitando i ricorsi che invece hanno l’effetto deleterio di bloccare l’erogazione dei servizi.

La responsabilità sociale. Il segretario generale della Cgil senese, Claudio Guggiari, sottolinea in modo particolare l’importanza dell’intesa sulla responsabilità sociale: il Comune di Siena, infatti, si è impegnato “a inserire la clausola sociale nei bandi, per salvaguardare l’occupazione”, al punto che in certi casi lo stesso ente “potrà sostituirsi all’appaltante per pagare l’appaltatore”.

Un punto di riferimento nel deserto. A livello generale, poi, il rappresentante del sindacato conclude commentando così: “In una situazione in cui spesso si opera nel deserto, senza punti di riferimento, a Siena si concretizza un accordo su una materia importante come gli appalti, sulla quale la Cgil è impegnata in uno dei due referendum proposti agli italiani nello spirito della Carta universale dei diritti. Qui sono stati trovati interlocutori sensibili, in un momento in cui non è facile trovare chi ascolta e prende il meglio di ciò che proponi”.

Lascia un commento

 
X
X