Il mito contemporaneo di Giuggioli al Castello Ginori

 

QUERCETO (PI). Rompe enigmaticamente il confine labile tra surrealismo e metafisica, ma anche fra immaginario e fisico. Regista è sicuramente il tempo, protagonista l’eleganza potente e mitica di storie d’umanità e di natura, perdute nella stessa manifestazione nostalgica del rimosso, dopo il passaggio di misteriosi e anonimi “venditori di maschere”.

Giuliano Giuggioli, poeta visivo dell’inconscio più raffinato e narrante, porta le sue simbologie misteriose nel castello surreale. Da domenica 5 agosto, fino al 29 agosto 2018, alle 18.00 è in corso presso lo Spazio del Castello Ginori di Querceto (Montecatini VC – PI), la mostra di pittura “Il surrealismo simbolico di Giuliano Giuggioli”, organizzata dai Marchesi Ginori Lisci, in collaborazione con il gallerista Mario Andrei, nell’ambito della programmazione di musica, mostre e degustazioni autoctone “VininCanto a Castello”.

Domina l’ambiente più teutonico, dal mare alle montagne, dai quei lidi nativi di Vetulonia, dove il sole infuoca le pietre antiche ed archeologiche, fra i volumi perfetti di città immaginarie e labirintiche, in non-sense del “paese delle meraviglie” di Lewis Carroll in letteratura, l’analisi freudiana, la luce dechirichiana, i balocchi di Savinio, sfociano su un teatro impossibile, ma accattivante e irresistibile, dal classico antico al classico moderno, l’uomo fra desideri, disillusioni e paure ancestrali è il protagonista sopraffatto, ma anche custodito dalla natura sovrana, perturbata, ma inesorabilmente dominante.

Il movimento dei corpi e degli elementi incede elegante e persistente, nelle sfumature della memoria più remota. Proporzioni rivoluzionate, accostamenti dell’assurdo, e la maschera ricorrente che destabilizza le identità attese, tessono una narrazione misteriosa nel nuovo linguaggio di simboli che hanno della razionalità solo la memoria delle forme. Ma il loro incastonarsi, compenetrarsi, dialogare, dalle città alla maschera, rivelano un linguaggio altro, impossibile, ma invincibile come la parete di roccia di una montagna, o l’infinita estensione del mare.

Protagonista: un arlecchino insolitamente carnale, sensuale ed attuale. Rivela se stesso nello spazio trasformante della passionalità, dove giocano alla pari la maschera e l’Io profondo: in un rimando di emozioni, identità, possibilità, misteri ed inganni, entrambi prigionieri e vittime della logica inesorabile del tempo.

“Surrealista mediterraneo” come Savinio, visionario come De Chirico e Böcklin, Giuggioli definisce le sue figure antropomorfe con sensualità ed eleganza attuali, in un’atmosfera sospesa, trasfigurata di persistente luce eterna.

Nato nel borgo di antichissime origini etrusche Vetulonia, in provincia di Grosseto, classe 1951, residente a Follonica, cittadina affacciata direttamente sulle suggestioni del mare ispiratore, Giuliano Giuggioli si forma secondo “un iter consueto in altri tempi”: da autodidatta di talento, apprende i segreti di “tutte le tecniche pittoriche e di stampa frequentando assiduamente le botteghe, le stamperie ed i cantieri artistici”.

 

Apertura mostra fino al 29 agosto 2018: tutti i giorni negli orari 11-13 e 16-20.

Info: Marchesi Ginori Lisci 0588 37472 / cl 345 323 40 42 / www.castelloginoridiquerceto.it.

 

 

 

 

 

 

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