Incontro con maria Rita Bozzetti

 

“I due Pinocchio” di Maria Rita Bozzetti alla Certosa del Galluzzo

Il 12 ottobre a Firenze, nel Salone di Palazzo Acciaiuoli della Certosa al Galluzzo (Via della Certosa, 1), presentazione del poemetto “i due Pinocchio” di Maria Rita Bozzetti con letture di Cristina Tundo. All’incontro, organizzato dalla Fondazione il Fiore in collaborazione con la Comunità di San Leolino, intervengono insieme all’autrice, Giorgio Linguaglossa e Carmelo Mezzasalma. Modera Maria Giuseppina Caramella. Ingresso libero.

 

Un percorso di meditazioni in versi che commentano uno ad uno, in una sorta di contrappunto morale e poetico dall’afflato religioso, tutti i principali episodi delle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.

È il poemetto di Maria Rita Bozzetti ‘i due Pinocchio’ (Edizioni Milella 2016) che verrà presentato venerdì 12 ottobre alle 17 a Firenze, nel salone del Palazzo Acciaiuoli della Certosa di San Lorenzo al Galluzzo (via della Certosa 1), in un incontro a cui interverranno con l’autrice Giorgio Linguaglossa e Carmelo Mezzasalma. Durante la presentazione Cristina Tundo leggerà alcuni passi del volume di poesie, che è illustrato dalle immagini pittoriche di Antonio Stanca, interprete originale dell’espressionismo e dell’informale in chiave fantascientifica. A moderare l’incontro, a ingresso libero, sarà Maria Giuseppina Caramella, presidente della Fondazione il Fiore, che organizza questo appuntamento in collaborazione con la Comunità di San Leolino.

Come viene spiegato nell’introduzione del libro da Franco Manescalchi, la «poesia esegetica» di Maria Rita Bozzetti legge la narrazione di Collodi come allegoria della nostra parabola esistenziale, e «in questa parabola è da individuare la misura dell’umanesimo cristiano che del cristianesimo è una componente avanzata, riproposta ora come centrale nel pontificato di Papa Francesco». «La nostalgia per il mondo che Pinocchio ha rappresentato nell’infanzia -scrive in una nota al testo Maria Rita Bozzetti – è stato il mio primo moto d’ispirazione. Rileggere con occhi provati dall’esperienza di vita le disavventure di un burattino vittima della sua incapacità di adattarsi alle regole sociali, mi ha portata a rievocare i principi etici e anche pratici che avrebbero permesso a Pinocchio di evitare tutte le drammatiche traversie». «Il poemetto – aggiunge l’autrice – si svolge nel dialogo di due voci: il Pinocchio che risponde al primo è la voce della saggezza, della maturità etica che ogni uomo nella fase avanzata della vita sceglie come il migliore modo di essere; quando il tempo dell’esistenza si restringe, si vede tutto con una luce che smorza le ragioni individuali e lascia emergere solo ciò che è condivisibile ed è realmente importante per ciascuno».

Per ulteriori informazioni, Fondazione il Fiore. Tel. 055.225074

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