LA VIA DEI FIORI per il perfezionamento spirituale

 

La Via dei Fiori sarà il tema dell’incontro proposto dall’Associazione Archeosofica e che si terrà Lunedì 26 giugno (ore 21.30), in piazza dello Spirito Santo 1 a Pistoia. L’ingresso è libero.

 

I fiori adornano il creato con la loro bellezza, i loro profumi, le più disparate e perfette forme e i molteplici colori sgargianti.

Essi hanno un ruolo fondamentale per la vita sul nostro pianeta e ci influenzano con i loro profumi, con le loro vibrazioni energetiche e i principi medicamentosi che contengono.

Ci accompagnano nei tanti momenti della nostra vita donando allegria, gioia e conforto e ci affiancano nelle grandi emozioni dalla nascita alla fine della vita.

Simboli di forze, di virtù, di attributi speciali associati alla divinità e ai Santi, fin dalla più remota antichità i fiori sono presenti nei Templi e nelle cerimonie sacre.

In Giappone viene data una particolare considerazione ai fiori, alla loro cura e al loro profondo significato tanto che è nata fin dal VI secolo una vera e propria disciplina ascetica che ha preso il nome di “KADO”, la “VIA dei FIORI”, praticata principalmente dalla classe guerriera dei Samurai.

Tommaso Palamidessi parla minuziosamente di questa speciale Via per il perfezionamento spirituale, nella sua opera “Guarire con le piante medicinali” (Vol.I, pp.26-27):

“La VIA dei FIORI è un esercizio di attenzione, concentrazione mentale e meditazione su un fiore, una pianta, verso la quale si usa amore, cura per guadagnare con la pratica quotidiana le virtù dei Santi, degli Eroi e degli Adepti.

La “Via dei Fiori” non si scopre soltanto in Giappone, dove l’asceta ha cura del suo giardino e delle piante a lui affidate dall’Istruttore, ma si trova da molti secoli nell’esoterismo antico indiano, egizio, ebraico e cristiano. Fra i fiori prescelti due sono noti: la ROSA ROSSA ed il fiore di LOTO BIANCO o Ninfea bianca.

L’arte cristiana dei primi secoli ha spesso ornato i battisteri con il fiore di Loto. In INDIA e in CINA non manca mai quale ornamento simbolico dei templi.

I Greci, come del resto gli Egiziani, crearono il mito della Ninfea Bianca. Gli Egizi definivano questo fiore dal profumo di giglio la “SPOSA del NILO” dedicandolo alla dea Iside.

MEDITARE sul FIORE di LOTO che galleggia su uno specchio d’acqua, aspirarne il profumo delicato, guardare senza distrazione il suo colore bianco-azzurrino, respirare ritmicamente un respiro colorato vuol dire poco alla volta entrare in RISONANZA con l’ANIMA della NINFEA, sentire le sue VIRTU’, vedere le sue sottili energie eteriche, combaciare con la terra e aderire allo SPIRITO della TERRA disceso in essa con il mistero del GOLGOTHA”.

Per informazioni: 057321414 – info.pistoia@boxletter.net

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