Tabacco riscaldato: il taglio dell’incidenza fiscale costa 200 milioni

 
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Il taglio dell’incidenza fiscale sui prodotti a tabacco scaldato può costare 200 milioni all’erario senza che ci sia la prova che siano meno dannosi per la salute. A sostenerlo, in un’interrogazione rivolta al ministro della Salute, la senatrice di Forza Italia Paola Binetti, secondo cui, pur in assenza di una valutazione tecnica di impatto tossicologico da parte del ministero della Salute, il Tabacco Riscaldato beneficia di uno sconto fiscale pari al 75% rispetto alle sigarette tradizionali da combustione. Lo sconto è stato infatti incrementato dalla manovra finanziaria approvata nel dicembre 2018 che ha dimezzato l’incidenza fiscale del tabacco riscaldato rispetto alle sigarette, riducendola dal 50% originariamente previsto all’attuale 25%, con una scelta che per la senatrice “priva l’erario di un potenziale cospicuo gettito aggiuntivo, stimabile in circa 200 milioni di euro, se solo si riportasse il beneficio fiscale dall’attuale 25% al 50% originariamente previsto”. La senatrice Binetti ha dunque chiesto al Mnistro della Salute di dare riscontro sugli esiti delle domande proposte e di chiarire se lo sconto fiscale del 75%, rispetto alle sigarette tradizionali non determini un vantaggio competitivo.

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